GIORNO 207 – QINZHOU – 63 KM

RIFLESSIONI - PARTE 2

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Ultimissimi giorni di Cina, e come promesso condividiamo alcune nostre sensazioni. Dopo gli aspetti positivi, ve ne citiamo alcuni di negativi.

Non è nostra intenzione giudicare le usanze e le tradizioni, le scelte politiche ed economiche di questo Paese. Ma semplicemente dare voce alla nostra esperienza personale, dirvi come ci siamo sentiti, come abbiamo percepito il rispetto dell’ambiente e delle altre persone.

* Inquinamento e polvere ovunque, in qualunque momento della giornata. Il cielo è perennemente coperto da una coltre di smog, e la natura ai lati delle strade è completamente grigia.

* Spazzatura ovunque, in ogni aiuola, ai bordi delle strade, davanti ai negozi e alle case. Ovunque. E spesso vengono appiccati dei falò per bruciare i cumuli di immondizia.

* Manca la cultura della raccolta differenziata. Manca il rispetto dell’ambiente: le persone, anche i più giovani, gettano a terra le cose che non usano più, dalla semplice cartaccia al water del bagno di casa che si è deciso di cambiare.

* Uso spropositato della plastica. È un dato di fatto: i cinesi adorano le confezioni monouso (esistono negozi e reparti dei supermercati solo per le confezioni monodose), e sono propensi ad impacchettare ogni singola cosa utilizzando un sacchetto diverso (un sacchetto per ogni arancia, un sacchetto per ogni panino, e via dicendo).

* Le case, gli ambienti pubblici, le strade, i beni immobili e mobili, tutto insomma, è tenuto male. Ci sono cavi elettrici ovunque, come matasse di fili arrotolati sugli alberi o dentro ai tombini. Le condizioni igieniche sono pessime, al limite dell’indecenza. Ovunque c’è un cattivo odore. E non c’è da stupirsi per la presenza di randagi e topi, anche nelle grandi città.

* Anche i monumenti e i pochi reperti storici sopravvissuti all’avvento della società moderna non sono valorizzati e non sono mantenuti in maniera adeguata. A loro detta: il loro passato, la loro storia, non hanno valore di essere tramandati in quanto non rispecchiano gli ideali odierni, e li rallentano nella loro ascesa economica mondiale.

* L’entrata dei pochissimi parchi e delle zone verdi presenti nelle città è a pagamento, e anche a caro prezzo. Un po’ come se facessimo pagare per entrare nell’area di un qualunque splendido lago italiano, o del parchetto comunale sotto casa. Se c’è qualcosa di bello da andare a visitare in Cina, stai pur sicuro che è a pagamento!

* Inesistente codice della strada. Abbiamo corso il rischio di fare tantissimi incidenti stradali perché spesso non viene rispettato il senso di marcia e l’obbligo di dare la precedenza. Tutti suonano il clacson per affermare la loro presenza. Tutti, dal più grande camion al più piccolo motorino.

* Fumo e fumo passivo. Il divieto di fumare in luoghi pubblici non è rispettato: tutte le stanze degli alberghi in cui siamo stati puzzavano di fumo e non potevamo permetterci di accendere l’aria condizionata perché l’odore di fumo che ne usciva era sempre troppo intenso.I 2/3 della popolazione fuma, soprattutto gli uomini. Il costo di un pacchetto di sigarette varia da 1 a 3 euro. E provate a pensare dove finiscono i mozziconi di sigaretta e i pacchetti finiti? A terra, ovviamente.

* La maggior parte delle persone non ricambia il saluto; si stupiscono e ridono se non capiamo la loro lingua; alzano le spalle e non ci considerano se chiedi loro se sanno l’inglese o se li inviti ad aspettare un attimo, giusto il tempo che ti serve per attivare il traduttore.

* Non vengono rispettate le file, non esiste lo spazio vitale e il rispetto delle cose altrui. Tutti sono di corsa e ognuno pensa a se stesso, prevaricando gli altri. Ciò che è tuo, è in realtà di tutti. Spesso ci hanno “spalpugnato” le nostre cose, senza neanche prima averci degnato di un saluto. Ed è anche capitato che salissero sulle biciclette giusto per provare l’ebbrezza di cavalcarle e capire quanto fossero pesanti, senza ovviamente chiederci il permesso.

* Di frequente, troppo spesso a dir la verità, ci filmano e ci fotografano di nascosto. Se gli fai notare che non è piacevole essere spiati, abbassano lo sguardo o fanno finta di nulla o peggio, iniziano a ridere. (Precisiamo, invece, che le volte che ci hanno chiesto di fare una foto, ci siamo sempre dimostrati disponibili ed entusiasti, anche quando in realtà eravamo esausti e la voglia non era tanta).

* Hanno un detto: “tutto ciò che si muove può essere mangiato” e non si intimoriscono a metterlo in pratica. Oltre ai cani, come già saprete, vengono mangiati anche i gatti e le tartarughe. Più in generale, i cani sono legati a catene lunghe poco più di un metro. Quelli che sono destinati ad essere mangiati, invece, sono tenuti in gabbie piccolissime. E abbaiano in un modo mai sentito prima, come se fossero consapevoli della tragica fine che faranno.

* Spreco esagerato del cibo: è buon costume, infatti, mangiare solo un terzo di quello che si ha ordinato per dimostrare al ristoratore che i piatti erano abbondanti e ci si è trovati bene. Noi ovviamente, non c’è neanche bisogno di specificarlo, siamo sempre stati “scortesi” finendo tutto quello che avevamo nel piatto.

* Censura di internet e limitazioni varie.

Quel popolo di cui i parlavano i grandi viaggiatori del passato, gli illustri scrittori e i più famosi giornalisti. Quel popolo umile, sorridente, pieno di fascino. Quel popolo dalla cultura straordinaria. Be’, sappiatelo: quel popolo non esiste più!

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